Ho
trovato da parte di Gianni, Laura e tutto lo staff grande
solidarietà e appoggio per quello che stavo facendo. Nei
primi tempi, quando i clienti abituali tornavano alle Logge
scoprivano una cucina diversa, nei sapori più ricercati e
studiati e nella parte visiva dei piatti. Comunque tutto
questo fu subito ben accettato con entusiasmo da tanti, cominciando
così a camminare nella direzione verso cui a me piaceva lavorare.
Ci puoi spiegare com’è composta la tua brigata?
Sai, le cucine sono luoghi molto importanti e delicati. Funzionano
sempre bene quando c’è uno chef che si responsabilizza e
impartisce ordini da seguire alla perfezione. Attualmente
ho una brigata di sei persone di cui sono molto soddisfatto
e che seguono gli ordini precisi che io do loro per la cucina.
Sono molto felice di aver formato giova>ni molto bravi che
adesso lavorano in altri buoni ristoranti senesi e che si
stanno facendo onore.
Allora chef come ti trovi a Siena?
Io direi molto bene. Alla fine mi sono sposato con Barbara, ho preso inizialmente
una casa nella contrada della Selva, sono nati due bambini, Ciro e Carmine che
sono diventati due contradaioli sfegatatati e posso dire che Siena me la sento
una città molto bella e civile.
Ma da Siena ti aspetti qualcosa?
Certo che si. Mi aspetto molto. Mi aspetto che le autorità preposte per questo
settore per cui lavoro si impegnino per gente come me che ha fatto del suo lavoro
una professione, a coinvolgere e a far crescere un settore che darebbe molto
lavoro al paese. Un settore che ha bisogno di essere stimolato, dove potersi
formare in scuole di alto livello. Io stesso mi potrei impegnare, non solo per
l’Osteria Le Logge ma anche per la città di Siena e per le sue autorità, ad insegnare
ad altre persone per dare loro una professione bellissima e che ti da inoltre
la possibilità di stare bene.
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