Nel 1977 Gianni ha incontrato
Laura. I due sono legati come un aquilone alla mano che tiene
il filo. Gianni era ancora alla Ignis quando cominciò, con
Laura, a lavorare in cucina in un ristorante, e intanto cercavano
un fondo per proprio conto. Una sera vennero a bere qualcosa
all’Osteria delle Logge, c’erano due vecchini, uno vecchio
uno meno vecchio che sembrava vecchio anche lui, ma dopo che
ebbero venduto la bottega quello vecchio è morto, e l’altro
ringiovanito. Gianni si era innamorato subito del posto, e
i due non dicevano di no, ma lo guardavano, si vedeva che così
a prima vista non gli davano piena fiducia.
Poi ci furono un paio di mesi di frequentazione, e la fiducia
arrivò. Per comprare si misero insieme in diversi: Gianni prese
l’Osteria, altri la bottega di alimentari per farne una rivendita
macrobiotica. Ma persero i clienti vecchi senza trovarne abbastanza
di nuovi, e alla fine mollarono. Gianni, che aveva resistito
senza esitazioni ai suggerimenti di fare una cucina macrobiotica,
per cui non aveva il fisico, rilevò il locale degli alimentari.
I primi tempi furono pieni di pensieri per le difficoltà a ottenere
la licenza per la cucina. Secondo qualcuno si poteva solo spacciare
panini e vino: Gianni ricorse anche ad amici storici e antropologi,
per certificare che cosa si era mangiato all’Osteria nel corso
dei secoli. Altro che panini. Poi, superiore ad ogni aspettativa,
il successo. La gente mangiava all’Osteria, ma soprattutto ne
parlava in giro. Gianni e i suoi cucinavano quello che sapevano,
senza volovàn, eccetera. La gente che veniva, tornava. Il posto
era bello dentro e fuori. Gli altri che ci lavoravano erano simpatici.
Una incontrollabile tradizione orale ottiene molto di più che
la pubblicità ufficiale. Diventa abituale sentir dire, in Italia
e fuori, :”se vai a Siena vai a mangiare dal Brunelli”.
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