Il
Brunelli la sa lunga e si guarda dal diventare antipatico.
Si leva alcune soddisfazioni, questo si. Sponsorizza una squadra
di calcio di ragazzini. Lui stesso scende in campo, nel Maracanà
di Costalpino, in partite epiche, carnivori contro erbivori,
“noi eravamo in duecento, loro otto, si perse nove a uno”.
Un oste diventa depositario di tanti segreti, e di una grande
saggezza psicologica. Più di un dentista. Se Balzac rinascesse,
dovrebbe fare a meno dei portinai, soppiantati dai citofoni,
e dovrebbe puntare sugli osti. Specialmente di posti come Le
Logge, dove la gente va a mangiare perché ne ha voglia e a
tirare a lungo. Gianni è molto loquace, ma ha un riserbo professionale
invincibile. Si limita ad ammettere che il lunedì si parla
di sport, il martedì di politica. Quanto all’università, una
volta gli ho sentito dire che quelli di economia mangiano di
più. Io non avevo molti titoli a far da predatore a questo
volume. Non sono un buongustaio, e ogni volta che resto solo
a casa mi butto sul riso bollito con olio, di cui vado pazzo.
Ho seguito, è vero, pressoché passo passo l’idea di metter
su l’Osteria, e poi la sua attuazione. Per amicizia. Ma, francamente,
temevo che andasse male. Non saprei fare il cuoco, per inettitudine,
e nemmeno l’oste, per una certa ipocondria. Il cameriere forse
si, e mi piacerebbe. Ma più di tutto mi piacerebbe essere addetto
a salutare chi va via. Sedendo spesso nella prima stanza, quella
d’ingresso e del bancone, con la tavola riservata alla gente
più di casa, ho avuto modo di studiare l’uscita dei clienti,
soprattutto forestieri. Capita spesso che, subito prima di
richiudersi la porta alle spalle, gli avventori che hanno già
pagato e salutano, si voltino indietro cercando qualcosa con
lo sguardo. Basta dire ad alta voce: “arrivederci!” e le loro
facce si illuminano. Quelli che vanno via pensano infatti che
torneranno, che rivedranno la Maestà di Duccio, la torre del
Mangia e il passeggio in via di Città – e anche il Brunelli
e l’altra gente dell’Osteria, e che saranno già vecchi amici, la prossima volta.
|
|